sabato, 02 giugno 2007, ore 13:42
La Festa de noartri

(Appunti dopo una conversazione con "Simplest").
Partendo da quel “Io non mi sento Italiano”, di Gaber, che mi ha un po' infastidito, si può arrivare a molto altro. Da quando, con il web, c'è la possibilità di discutere con moltissime persone, la mia (mia) Italianità è venuta in contatto con altre Italianità. Non penso che generalizzare sulla propria appartenenza civile sia cosa opportuna: tutti davvro siam nella stessa barca. Mi dico e ripeto che, forse, l'Italiano è uno che guarda agli altri invidiandoli un carattere che Lui non ha, denigrandosi un pò: l'erba del vicino, se non si fuma, è sempre più verde. Vorrei darmi una speranza, non essere costretto ad accettare il fatto che siamo dei piagnoni, maleducati, furbi, pigri e traffichini. Il nodo è questo. Tutto quello che accade , dalla politica alla fila dal dottore, prima o poi fa emergere i nostri connotati, quelli succitati più altri, personali, ma sempre riconducibili al nostro essere Italiani. E qui mi deprimo: possibile che un Inglese o un Americano, nel complesso dei loro comportamenti, siano migliori? Un sì od un no assoluti non esistono: la differenza la fanno le persone, e quelle non le puoi attaccare come i quadri e dire “...sono così e basta”. Poi scrivo, leggo sento e discuto: quasi sempre nasce la rassegnazione nel dire che così siamo e non cambieremo. Un Paese di schifo, che non fa nulla per rimettersi in sesto (altro difetto: la fatalità). Un Paese che complica anche ciò che sarebbe semplicissimo e che fa divenire quello che è provvisorio la prassi del “per sempre”. Insomma, senza via di scampo. Forse non basta, allora, leggere tanto, interrogarsi, farsi coinvolgere in discussioni lunghissime e che portano allo stesso risultato. Dico forse, perchè mi rimane quest'idea che ci sono Italiani più Italiani degli altri: non credo di fargli un complimento, ma cerco solo di essere, in questo caso, apolide. Perciò senz'altro amo il mio essere Italiano, ma faccio dei distinguo e ricado all'inizio. Il 2 Giugno è la festa del cane che si morde la coda.
(OT: nessuno, in casa mia, ha i capelli rossi. Eppure i vicini mi rompono i coglioni lo stesso. Ah, les Italiens!)