mercoledì, 10 ottobre 2007, ore 07:45
Ecco perchè (9 Ottobre 1963)

Per i morti, certo.
Per un pezzo di storia (“pezzo” ci sta, eccome) che ieri mi sono dimenticato di ricordare, parlando di libri. Prima vengono le persone, poi le parole, poi i libri, poi altro. Anche per un momento indimenticabile di Teatro, dieci anni fa, da quella TV nostrana così avvilente, e, come gli Italiani, capace di avere ancora lampi d'orgoglio e profondità negli occhi (magari ogni dieci anni, eh). Per me, neanche nato, e cresciuto con quell'eco mostruoso nei racconti dei parenti. Per quella valle, stretta, tutta curve e muraglioni di cinta, che s'apre per un attimo, solo a lasciar spazio ad un cimitero, a brulle (ancora desso) colline che sono le reni spezzate della montagna, ed a un arco di ferro e cemento che intuisci, che fa vertigine, che dà strette lancinanti. E perchè è una vicenda tutta Nostra, nell'infinito male e nel bene, che nasce ogni giorno nelle nuove case, senza ferite, linde ed ordinate, come a dire che non si va mai avanti senza dolore, ma che il dolore è anche un modo per andare avanti.
Ecco perchè.
Doris Salcedo, "Shibboleth", 2007, Current Exhibition (9/10/2007-6/4/2008), Tate Modern.